"Alebrijes, Alebrijes!"
21 AGO 20
Pedro Linares, artista messicano, alla soglia dei 30 anni si ammalò gravemente. Andò a dormire e sognò di ritrovarsi in una foresta abitata da strani animali: asini alati, leoni con teste d’aquila, galli con corna di toro. Sul momento non se ne stupì, l’artista: cielo, piante e terra erano per lui ospitali e anche quegli strani animali non destavano in lui alcuna preoccupazione. Poi accadde che tutti gli animali cominciarono a far sentire la loro voce, chi a belare, chi a muggire, chi a nitrire e per tutti, quella voce, aveva lo stesso suono: “Alebrijes, alebrijes!”.
D’un tratto la foresta divenne teatro di un concerto sempre più rumoroso tanto che Linares, ormai in preda al mal di testa, iniziò a correre lungo un sentiero fino a che incontrò un uomo che indicò lui la via d’uscita da quel sogno. Fece ancora qualche passo, scansò fronde e si affidò al fango incerto di quel sentiero. Poi s’imbatté in una finestra, ci saltò dentro e si risvegliò nel suo letto.
Da allora Pedro Linares prese a dar forma alle creature di quel sogno, dapprima con la carta, poi con il legno, puntellate da copale e colorate secondo il gusto. Le notarono un giorno Diego Rivera e Frida Kahlo e oggi sfilano ancora per le vie di Mexico City.
D’un tratto la foresta divenne teatro di un concerto sempre più rumoroso tanto che Linares, ormai in preda al mal di testa, iniziò a correre lungo un sentiero fino a che incontrò un uomo che indicò lui la via d’uscita da quel sogno. Fece ancora qualche passo, scansò fronde e si affidò al fango incerto di quel sentiero. Poi s’imbatté in una finestra, ci saltò dentro e si risvegliò nel suo letto.
Da allora Pedro Linares prese a dar forma alle creature di quel sogno, dapprima con la carta, poi con il legno, puntellate da copale e colorate secondo il gusto. Le notarono un giorno Diego Rivera e Frida Kahlo e oggi sfilano ancora per le vie di Mexico City.